Per un Museo della civiltà contadina a Mondragone. Sosteniamo l'iniziativa dell'Associazione Quartiere di S. Angelo




Il Museo che dovrebbe nascere sulla base di un progetto articolato promosso dall’Associazione Quartiere di Sant’Angelo di Mondragone si prefigge di:
  • rafforzare la conoscenza del territorio mondragonese, della propria cultura materiale e immateriale e quindi dell’identità culturale locale;
  • promuovere il territorio come meta di flussi turistici culturali, naturalistici;
  • valorizzare il legame tra il patrimonio storico-culturale, ecologico-ambientale ed enogastronomico.



Occorre tradurre questo progetto in un percorso espositivo ricco di temi di riflessioni che stimolano la conoscenza del mondo rurale e della civiltà contadina, mediante la sensibilizzazione e il coinvolgimento della popolazione locale, la raccolta degli oggetti appartenenti alle famiglie del territorio,  il loro restauro e la creazione di una collezione ricca di oggetti di uso quotidiano che hanno accompagnato la vita nelle case, nei campi, nelle costruzioni rurali, molti dei quali oramai in disuso.
Ecco le foto di alcuni oggetti, ormai non più in uso, che facevano parte della vita quotidiana dei contadini ed agricoltori mondragonesi:


Lo staio o staro, misura per l'olio della capacità di 10 litri

Un contenitore per l'acqua: a Mondragone era chiamato "vummolo", evidente la provenienza da "mummolo"; un mortaio in pietra che serviva per pestare il sale grosso, il sale cosiddetto fine non era in vendita, o anche per pestare il peperoncino piccante ed un fiasco.


Questo è il "cascaturo" e serviva per pulire i legumi e i cereali da residui di paglia e corpi estranei


Dappertutto si chiama "ladra" a Mondragone era la "provetta" e serviva per prelevare il vino in piccolissime quantità da botti e damigiane per poterlo assaggiare

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